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Padiglione C
Stand 334 PEG Perego
Giro in pista su trattorini
A cura di PEG Perego
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Ore 11:00, ore 14:00, ore 15:30 e ore 17:00
Padiglione C
Stand Autorità di Bacino del Lario e dei Laghi Minori e Lario Moon
Laboratori operazione Lario sicuro.
Scopri le regole del lago giocando con Emmsì.
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Presso l’Autorità di Bacino del Lario e dei Laghi Minori, nasce il laboratorio “Operazione Lario Sicuro – impara le regole del lago con Emmsì”, a cura del progetto Lario Moon, pensato per avvicinare bambini e famiglie alle regole di sicurezza del lago.
Protagonista dell’attività è Emmsì, il simpatico alieno guardiano delle acque, che accompagna i più piccoli alla scoperta del lago e dei comportamenti corretti per viverlo in sicurezza.
Il laboratorio si apre con un quiz interattivo sulle regole del lago, in cui bambini e genitori possono mettersi alla prova insieme.
A seguire, un memory e un gioco di carte dedicate alle norme del lago per imparare divertendosi, e uno spazio creativo per i più piccoli dove colorare Emmsì.
Un’esperienza pensata per imparare, giocare e scoprire che la sicurezza del lago riguarda tutti, grandi e piccoli.
I posti sono limitati (max 20 bambini per sessione): prenotate il vostro posto direttamente allo stand e diventate anche voi parte di Operazione Lario Sicuro e difensori delle acque.
E per tutti i partecipanti, un gadget in ricordo di questa bellissima avventura.
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Padiglione B
Stand 225 Dimiccoli Giardini
Mani nella terra: natura e fantasia
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Padiglione A
Stand 134 I saponi di lana di Federica Lovrecic
Creiamo i saponi di lana
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Per bambini e adulti
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Padiglione A
Stand 84 Associazione Pescatori e Subacquei – Sezione di Como
Impara a disegnare e a conoscere i pesci di lago
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TUTTI I GIORNI
Ore 10:30, ore 14:00 e ore 16:30
Padiglione B
Area Educational Farm
Giochi di legno e mestieri antichi
Laboratorio con spiegazione e prova dei manufatti.
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Senza pile ma con tanta anima… basta un chiodo, un po’ di spago, un pizzico di fantasia e di colore per trasformare un pezzo di legno in un gioco semplice ma stimolante.
A cura di Gabriele Ferrario, artista del legno
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Padiglione A
Stand 138 Il Giardino Cosmetico
Giardino della cosmetica – l’oasi dedicata alla bellezza naturale
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Uno spazio tematico pensato per chi desidera scoprire, comprendere e utilizzare in modo consapevole la cosmetica naturale e biologica.
Ogni giorno, al mattino e al pomeriggio, il Giardino ospita una serie di incontri aperti al pubblico, guidati da relatori, esperti del settore, formulatori e professionisti del benessere. L’obiettivo è semplice e ambizioso: offrire ai visitatori strumenti concreti per orientarsi nel mondo della cosmetica “clean”, imparando a scegliere prodotti sicuri, efficaci e rispettosi dell’ambiente.
Cosa troverai nel Giardino della Cosmetica
- Mini‑lezioni pratiche su come leggere un’etichetta e riconoscere ingredienti naturali o bio
- Dimostrazioni dal vivo sull’uso corretto di creme, sieri, oli e trattamenti quotidiani
- Approfondimenti tematici su sostenibilità, filiere etiche e formulazioni green
- Consigli personalizzati per scegliere i prodotti più adatti al proprio tipo di pelle
- Dialoghi con esperti su tendenze, innovazioni e nuovi standard della cosmetica naturale
Il Giardino della Cosmetica è un luogo di incontro, formazione e ispirazione, dove aziende selezionate e professionisti del settore condividono conoscenze e buone pratiche con un pubblico sempre più attento alla qualità e alla sostenibilità.
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Ingresso e Corner
Il verde urbano in armonia con l’uomo
Percorso Healthy per il benessere psicofisico
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Riflessione sul ruolo sempre più centrale del verde urbano nel miglioramento del benessere psicofisico delle persone: contribuisce a ridurre lo stress, migliorare la qualità dell’aria, favorire la socialità e incentivare stili di vita più attivi.
Un ulteriore elemento è rappresentato dall’introduzione delle nuove tecnologie per il monitoraggio e la gestione del verde urbano. L’utilizzo di sensori, sistemi digitali e strumenti di analisi consente oggi di osservare in tempo reale lo stato di salute delle piante, ottimizzare le risorse idriche e pianificare interventi efficienti e sostenibili.
Negli ultimi decenni il verde urbano ha assunto un ruolo completamente diverso rispetto al passato. Se prima parchi, giardini e viali alberati erano concepiti principalmente come elementi decorativi o di rappresentanza, oggi sono considerati componenti essenziali dell’ecosistema urbano. La loro funzione non è più solo estetica, ma riguarda direttamente la qualità dell’ambiente e della vita dei cittadini: contribuiscono a mitigare il clima, migliorare la qualità dell’aria, gestire le acque piovane e contrastare gli effetti dell’urbanizzazione intensiva.
Questa evoluzione è accompagnata da un cambiamento nel modo di progettare e gestire il verde. L’approccio attuale si basa su principi di sostenibilità, resilienza e integrazione con il tessuto urbano, anche grazie a strumenti normativi e a una maggiore attenzione alla biodiversità. In questo contesto si inserisce l’uso delle tecnologie digitali, in particolare dei sensori IoT, che permettono di monitorare in tempo reale le condizioni ambientali e fisiologiche delle piante. Attraverso la raccolta e l’analisi dei dati — come umidità del suolo, disponibilità di nutrienti, condizioni climatiche e segnali di stress — è possibile ottimizzare interventi come irrigazione e fertilizzazione, riducendo sprechi e migliorando la salute del verde.
Accanto all’innovazione tecnologica, si stanno diffondendo nuove soluzioni ecologiche ad alta efficienza, come le microforeste urbane, che favoriscono una crescita rapida della vegetazione, incrementano la biodiversità e contribuiscono alla rigenerazione dei suoli. Anche l’integrazione del verde negli edifici, attraverso tetti e pareti vegetali, testimonia un cambiamento verso una pianificazione urbana più attenta al ruolo della natura.
Un aspetto centrale riguarda la comprensione delle piante come organismi attivi e sensibili. Esse percepiscono stimoli ambientali come luce, vibrazioni e variazioni chimiche, e possono subire condizioni di stress in contesti urbani caratterizzati da rumore e inquinamento. Nonostante ciò, svolgono una funzione fondamentale di regolazione: assorbono inquinanti, attenuano il rumore e contribuiscono a creare un microclima più favorevole, con effetti positivi anche sul benessere umano.
Il legame tra natura e salute è noto da tempo e trova oggi conferma in numerosi studi. Il contatto con il verde favorisce il recupero mentale, riduce lo stress e migliora la concentrazione, oltre a incentivare stili di vita più attivi. In questo quadro si inserisce anche l’utilizzo di specie vegetali con caratteristiche particolari, come gli agrumi, che oltre ai benefici ambientali offrono stimoli sensoriali grazie ai colori e ai profumi, contribuendo a rendere gli spazi urbani più vivibili.
Nel complesso, il verde urbano contemporaneo si configura come un sistema integrato in cui natura, tecnologia e benessere umano sono strettamente collegati. La sua gestione richiede un approccio consapevole e innovativo, capace di valorizzare le potenzialità ecologiche e sociali degli spazi verdi all’interno delle città.
Realizzazione a cura degli studenti e docenti dell’Istituto San Vincenzo di Albese con Cassano (CO)
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Innovazione tecnologica in agricoltura
Dove siamo oggi e cosa è davvero utile alle aziende locali
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Negli ultimi anni l’agricoltura ha vissuto una trasformazione profonda. Non si tratta più solo di trattori e fertilizzanti, ma di dati, sensori e decisioni informate. Questo cambiamento prende il nome di Agricoltura 4.0 o smart farming: un insieme di tecnologie che aiutano gli agricoltori a lavorare meglio, consumare meno risorse e ridurre l’impatto ambientale.
Oggi queste tecnologie non sono più riservate alle grandi aziende: molte sono già accessibili anche alle piccole e medie realtà, incluse quelle del territorio lariano.
Lo stato dell’arte: un’agricoltura sempre più “intelligente”
In Italia l’innovazione agricola non è più una nicchia. Circa il 72% delle aziende agricole utilizza almeno una tecnologia digitale, segno che la transizione è già in corso.
Le tecnologie più diffuse oggi includono:
- sensori nel terreno per monitorare umidità e nutrienti
- sistemi GPS per lavorazioni precise
- software gestionali per pianificare le attività
- droni e immagini satellitari per osservare le colture
L’idea centrale è semplice: prendere decisioni basate sui dati, non solo sull’esperienza. Questo consente di:
- ridurre acqua, fertilizzanti e pesticidi
- migliorare la qualità dei prodotti
- adattarsi meglio ai cambiamenti climatici
In altre parole, l’agricoltore diventa sempre più un “gestore di informazioni”, oltre che un produttore.
Applicazioni concrete per le aziende agricole lariane
Il contesto del Lago di Como e delle aree limitrofe ha caratteristiche specifiche:
- terreni frammentati e spesso in pendenza
- produzioni di nicchia (vite, olivo, orticoltura, allevamenti piccoli)
- forte connessione con turismo e qualità del paesaggio
Per questo, l’innovazione più utile non è quella “industriale”, ma quella leggera, flessibile e integrata.
Alcuni esempi pratici:
- Viticoltura e olivicoltura
- sensori per prevenire stress idrico
- modelli previsionali per malattie
- monitoraggio microclimatico
- Orti e produzioni locali
- irrigazione automatizzata
- gestione digitale delle colture
- vendita diretta supportata da strumenti online
- Allevamenti di piccola scala
- sensori per il benessere animale
- monitoraggio alimentazione
- Agriturismi
- integrazione tra produzione agricola e gestione digitale dell’ospitalità
Un errore comune è pensare che innovare significhi rivoluzionare tutto. In realtà, il modello più efficace è incrementale. L’Agricoltura 4.0 è infatti un sistema modulare, adattabile anche a realtà molto piccole.
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Corner cucina circolare
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La crescente attenzione verso la sostenibilità ha portato a ripensare profondamente il modo in cui produciamo e consumiamo il cibo. In questo contesto, la cucina circolare rappresenta un modello innovativo che mira a ridurre gli sprechi alimentari, valorizzando ogni risorsa e trasformando gli scarti in nuove opportunità. Non si tratta solo di un insieme di pratiche culinarie, ma di un approccio culturale che promuove un uso più consapevole delle risorse e una maggiore responsabilità individuale e collettiva.
Secondo dati diffusi dalla FAO – agenzia specializzata delle Nazioni Unite fondata nel 1945 con l’obiettivo di migliorare la nutrizione e aumentare la produttività agricola – circa un terzo del cibo prodotto a livello globale viene sprecata ogni anno, pari a oltre 1,3 miliardi di tonnellate. Questo fenomeno comporta gravi conseguenze non solo economiche, ma anche ambientali e sociali.
Lo spreco alimentare contribuisce infatti all’aumento delle emissioni di gas serra, allo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali come acqua e suolo e alla perdita della biodiversità. Allo stesso tempo, evidenzia un forte squilibrio sociale: mentre grandi quantità di cibo vengono eliminate, molte persone nel mondo vivono ancora in condizioni di povertà e insicurezza alimentare.
La cucina circolare, ispirata ai principi dell’economia circolare, si propone quindi come una risposta concreta a questa sfida. Essa mira a eliminare lo spreco alimentare attraverso il riutilizzo completo delle materie prime, trasformando quelli che tradizionalmente vengono considerati rifiuti in nuove risorse. Questo approccio consente di valorizzare ogni ingrediente, ridurre l’impatto ambientale e promuovere un consumo più consapevole, etico e sostenibile.
Azioni concrete per ridurre lo spreco
In ambito domestico, la cucina circolare si traduce in pratiche semplici ma efficaci, che possono essere adottate da tutti nella vita quotidiana. Un primo passo fondamentale è la pianificazione della spesa, che permette di acquistare solo ciò che è realmente necessario, evitando eccessi e sprechi. È inoltre importante prestare attenzione alla corretta conservazione degli alimenti, rispettando le temperature e le modalità di conservazione per prolungarne la durata.
Un altro aspetto centrale è il riutilizzo creativo degli avanzi. Ad esempio, il pane raffermo può essere trasformato in zuppe, polpette o dolci tradizionali, mentre bucce, gambi e parti meno utilizzate delle verdure possono diventare ingredienti per brodi, salse o altre preparazioni.
Anche la gestione delle porzioni è fondamentale per evitare sprechi inutili.
Accanto alle pratiche domestiche, è possibile contribuire alla riduzione dello spreco anche attraverso comportamenti responsabili a livello sociale, come sostenere iniziative di recupero delle eccedenze alimentari o utilizzare applicazioni digitali che consentono di acquistare cibo invenduto a prezzo ridotto, evitando che venga buttato.
La cucina circolare non rappresenta soltanto un insieme di pratiche culinarie, ma un vero e proprio modello di sviluppo sostenibile. Essa coinvolge cittadini, istituzioni e imprese, contribuendo alla costruzione di un sistema alimentare più equo, responsabile e rispettoso dell’ambiente.
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MAGGIO
Ore 17:00
Padiglione A
Area Farmer Market
Il pollaio didattico
A cura di Giovanni Battista Mazza, agricoltore
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3
MAGGIO
Ore 10:00 e ore 13:00
Stand 225 Dimiccoli Giardini
Il quadro del pollice verde
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3
MAGGIO
Ore 16:30 – 17:30
Padiglione A
Area Farmer Market
Tavolo degustazioni
Il pollaio didattico
A cura di Giovanni Battista Mazza, agricoltore
